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- LINKEDIN · ARTICLESince 30 Oct 2026
Un’impresa può aver introdotto da tempo pratiche attente alla parità di genere senza averle mai organizzate all’interno di un sistema strutturato. Percorsi di crescita professionale, strumenti di conciliazione, criteri di selezione e politiche retributive possono essere già presenti nella gestione quotidiana. La questione emerge quando diventa necessario comprendere quanto queste iniziative siano diffuse nell’organizzazione, quali risultati producano e come vengano monitorate nel tempo. La certificazione UNI/PdR 125 porta le imprese proprio su questo terreno, richiedendo di collegare le pratiche esistenti a responsabilità definite, indicatori misurabili ed evidenze verificabili. È un passaggio che coinvolge direttamente la governance aziendale. Significa interrogarsi sull'affidabilità dei dati disponibili, sulla coerenza dei processi HR e sulla capacità dell'organizzazione di riconoscere eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi definiti. Spesso il lavoro comincia da ciò che l'impresa sta già facendo, ma che non è ancora in grado di rappresentare attraverso criteri condivisi e informazioni attendibili. La solidità di un sistema si riconosce dalla capacità di rendere verificabili le scelte che orientano la gestione delle persone. In questo articolo approfondiamo come le imprese possono valutare il proprio livello di preparazione alla UNI/PdR 125 e trasformare le buone pratiche esistenti in un sistema organizzativo strutturato, misurabile e orientato al miglioramento continuo. 👉 Segui SML Service Consulting: https://lnkd.in/dB9QGK9Z
- LINKEDIN · ARTICLESince 17 Oct 2026
«Abbiamo sempre fatto così.» Una frase che ricorre spesso nelle aziende e che, in molti casi, nasconde una regola mai realmente formalizzata. Può riguardare l'autorizzazione di una trasferta, la gestione delle assenze o l'utilizzo degli strumenti aziendali. Prassi nate per rispondere a esigenze concrete che, nel tempo, diventano consuetudini condivise soltanto da una parte dell'organizzazione. La difficoltà emerge quando cambiano le persone, aumentano i livelli di responsabilità o situazioni analoghe iniziano a essere gestite in modi differenti. A quel punto, anche una questione apparentemente ordinaria può richiedere continui chiarimenti, generare eccezioni e lasciare ai singoli responsabili un margine interpretativo eccessivo. Un regolamento aziendale può aiutare a ricostruire un riferimento comune, purché nasca dall'analisi delle prassi esistenti e sia coerente con la contrattazione applicata e con gli altri strumenti che disciplinano il rapporto di lavoro. La distinzione tra regolamento, policy e procedura diventa allora una scelta organizzativa importante: permette di collocare ogni disposizione nello strumento appropriato, rendendone più semplice l'applicazione e l'aggiornamento. In questo articolo approfondiamo come le imprese possono riconoscere le criticità delle regole informali e trasformarle in un sistema di riferimenti condivisi, capace di sostenere una gestione del personale più coerente. Perché la qualità dell'organizzazione si riconosce anche dalla capacità di applicare criteri comuni alle situazioni quotidiane. 👉 Leggi l'articolo completo nel post. Segui SML Service Consulting: https://lnkd.in/dB9QGK9Z
- LINKEDIN · ARTICLESince 6 Oct 2026
L’ingresso di una nuova persona in azienda attiva una sequenza di adempimenti che deve funzionare fin dal primo giorno. Da luglio, in questa sequenza entra con maggiore evidenza anche la gestione del TFR. La situazione previdenziale del lavoratore deve essere correttamente inquadrata, le informazioni devono essere fornite nei tempi previsti e la scelta sulla destinazione del TFR deve essere acquisita e documentata. Con il nuovo modello TFR3, questo percorso trova ora anche uno strumento operativo specifico. Per l’impresa significa aggiornare il proprio onboarding amministrativo. I 60 giorni previsti per la scelta diventano una scadenza da presidiare; la documentazione deve essere tracciata e conservata; soprattutto, deve essere chiaro all’interno dell’organizzazione chi gestisce ciascun passaggio e con quali tempi. È proprio qui che un adempimento normativo rivela una dimensione organizzativa più ampia: la qualità di una procedura HR si misura anche nella capacità di trasformare obblighi e scadenze in un processo affidabile nella gestione quotidiana. In questo articolo approfondiamo cosa cambia nella gestione del TFR dei nuovi assunti e quali passaggi le imprese devono integrare nelle proprie procedure di onboarding alla luce delle regole in vigore dal 1° luglio 2026 e dell’introduzione del modello TFR3. 👉 Segui SML Service Consulting: https://lnkd.in/dB9QGK9Z
- LINKEDIN · ARTICLESince 28 Sept 2026
Due persone ricoprono ruoli simili. Una è in azienda da molti anni, l’altra è arrivata più recentemente. Eppure le loro retribuzioni sono molto diverse. È una situazione tutt’altro che rara. Nel tempo gli stipendi si costruiscono attraverso promozioni, negoziazioni individuali, nuove responsabilità, competenze diventate più richieste sul mercato. Ogni scelta può avere avuto una propria ragione; più difficile, a distanza di anni, è riuscire a ricostruire la logica che tiene insieme tutte quelle decisioni. La trasparenza retributiva porta le imprese proprio su questo terreno. Il D.Lgs. 96/2026 rafforza la necessità di adottare criteri oggettivi, neutrali rispetto al genere e accessibili secondo quanto previsto dalla normativa. Questo significa anche guardare alla struttura dei ruoli e chiedersi quanto siano leggibili competenze, responsabilità, autonomia e complessità del lavoro. Una job architecture può offrire una base per mettere questi elementi in relazione e costruire sistemi retributivi più governabili nel tempo. La domanda, quindi, si allarga: accanto a “quanto riconosciamo a questa persona?” diventa sempre più rilevante sapere “su quali criteri si fonda questa retribuzione?”. In questo articolo approfondiamo come leggere le differenze retributive costruite nel tempo e come struttura dei ruoli, criteri di valutazione e politiche salariali possano entrare in un sistema più coerente e spiegabile. 👉 Segui SML Service Consulting: https://lnkd.in/dB9QGK9Z
- LINKEDIN · ARTICLESince 9 Sept 2026
Un incentivo può rendere una stabilizzazione economicamente più conveniente. La domanda decisiva, però, arriva prima del calcolo del beneficio: quella persona rappresenta una competenza sulla quale l’impresa vuole continuare a investire? Dal 1° agosto al 31 dicembre 2026, la nuova agevolazione prevista per la trasformazione a tempo indeterminato di determinati rapporti con giovani under 35 offre alle imprese un’opportunità significativa, con un esonero contributivo che, in presenza dei requisiti, può arrivare fino a 500 euro al mese per 24 mesi. La finestra temporale è limitata e le condizioni di accesso sono precise. Questo rende utile anticipare una valutazione che spesso viene affrontata soltanto quando il contratto si avvicina alla scadenza. Stabilizzare significa infatti guardare anche oltre il costo immediato: capire quali ruoli stanno diventando strutturali, quali competenze vale la pena trattenere e quanto peserebbe sull'organizzazione ricominciare da una nuova selezione e da un nuovo percorso di inserimento. L’incentivo entra così in una decisione più ampia, nella quale pianificazione dell’organico, sviluppo delle persone e sostenibilità economica devono essere letti insieme. In questo articolo approfondiamo requisiti e funzionamento dell’agevolazione under 35, con una prospettiva precisa: capire come utilizzarla all’interno di scelte organizzative già fondate e orientate al futuro dell’impresa. 👉 Leggi l’articolo completo nel post e segui SML Service Consulting ➡️ https://lnkd.in/dxiJ64Kw
- LINKEDIN · ARTICLESince 29 Jul 2026
Molte imprese adottano un Modello 231 perché la normativa lo prevede o perché un cliente lo richiede. La differenza, però, emerge dopo la firma. Quando il modello resta confinato in un archivio, il suo valore si esaurisce nell'adempimento. Quando entra nella vita dell'organizzazione, diventa uno strumento che aiuta a governare i processi, chiarire responsabilità e prevenire situazioni di rischio prima che si trasformino in un problema. È anche per questo che il Modello 231 non riguarda soltanto la compliance. Richiede all'impresa di interrogarsi su come prende le decisioni, su chi è autorizzato a fare cosa, su quali controlli esistono e su quanto l'organizzazione sia realmente in grado di dimostrare di aver costruito un sistema di prevenzione efficace. In questa prospettiva, il 231 diventa un indicatore della maturità organizzativa dell'impresa e della sua capacità di tutelare non solo l'azienda, ma anche chi la guida. In questo articolo approfondiamo proprio questo tema: perché un Modello 231 efficace rappresenta una leva di governance, gestione del rischio e affidabilità, ben oltre il semplice rispetto della norma. 👉 Leggi l'articolo completo nel post e segui SML Service Consulting. ➡️ https://lnkd.in/dxiJ64Kw
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